Le caratteristiche di un progetto grafico ideale

Nel precedente articolo abbiamo parlato della figura del graphic designer e dell’importanza di rivolgersi a lui per avere la sicurezza di affidare il proprio progetto ad una persona preparata e professionale, che sa come muoversi nel campo della comunicazione visiva e non procede quindi a tentativi o semplicemente per un suo gusto personale.

Tutto giusto, tutto bello…ma da “non addetto ai lavori” non sono in grado di valutare!  Quali sono quindi le caratteristiche di un buon progetto? Come si comporta un buon graphic designer?

Esistono dei parametri oggettivi che vanno oltre al gusto personale che possiamo considerare per capire se questa persona può fare al caso nostro!

Ho pensato di darti alcune linee guida da seguire, ispirato anche dal pensiero di grandi designer (non solo grafici) come Dieter Rams, Bruno Munari o Massimo Vignelli e con qualche considerazione personale, senza per questo aver la presunzione di aver qualcosa da aggiungere, ma anzi, cercando di sintetizzare il più possibile.

COMUNICAZIONE EFFICACE

Chi sei? Cosa fai? Da dove vieni? (un fiorino 😉!)

Per sapere come comunicare un’idea dobbiamo sapere quale sia l’idea da comunicare.

Perché scegliamo un colore piuttosto che un altro? Perché un determinato formato? Perché quel font? Quello che realizziamo deve essere funzionale alla nostra idea, proprio per questo è necessario capire quale essa sia.

Un professionista, prima di farti un preventivo o di mettersi al lavoro dovrebbe sicuramente farsi una bella chiacchierata con te per capire veramente ciò che vuoi comunicare…e tu non dovresti chiedergli “buttami giù due o tre bozze e poi scelgo”! Sarebbe come fare un quadro astratto, magari bello, ma che non rappresenta la tua realtà!

Ovviamente le tue idee sono importanti, nessuno conosce la tua attività come te, quindi è fondamentale che il grafico ti aiuti a svilupparle senza importi la sua visione!

FUNZIONALITÀ

Un buon prodotto dovrebbe risolvere un problema, non crearlo.

Mi capita spesso che alcuni clienti vogliano partire dalla soluzione invece che dal problema.

Esempio: un cliente, tempo fa, mi disse che doveva realizzare una card formato biglietto da visita, dove poi avrei dovuto inserire alcuni testi da lui forniti… l’unico problema è che i testi erano veramente troppo lunghi per il piccolo formato ma rimpicciolendo parecchio il carattere sarei riuscito ad inserirli tutte.

Certo che avrei potuto farlo, ma sapevo perfettamente che la leggibilità sarebbe stata pessima!

Parlando un po’ col cliente ho capito che in realtà né aveva bisogno di un formato biglietto da visita né di tutte quelle scritte, semplicemente aveva avuto quell’idea e credeva fosse adatta alla sua esigenza!

Il lavoro che abbiamo fatto una volta capite le reali necessità alla fine è stato completamente diverso. Se avessi semplicemente puntato a fare ciò che mi chiedeva senza troppa premura avrei dato al cliente quello che voleva, ma non quello di cui aveva bisogno!

SEMPLICITÀ

Potare una pianta può farla crescere forte e rigogliosa ma esagerare può ucciderla.

loghi famosiSemplicità  non significa banalità, o facilità di realizzazione. Una grafica può richiedere molto lavoro, il risultato però deve essere facilmente fruibile, non deve aver bisogno di essere spiegato. Elementi di distrazione o superflui dovrebbero essere evitati o dosati con attenzione proprio perché chi vi si troverà di fronte tenderà a chiedersi il motivo di tali “fronzoli”.

Semplificare però non è così facile come può sembrare, si fa meno fatica ad aggiungere elementi ad un layout grafico piuttosto che toglierli, per semplificare bisogna sapere precisamente quali sono gli elementi fondamentali da mantenere e cosa è superfluo. 

Certamente alcuni settori più di altri richiedono grafiche di impatto, colori sgargianti, font decorativi etc… tutto questo però non deve distrarre e la bravura del designer sta anche nel trovare il giusto equilibrio.

 

DURATA NEL TEMPO

Se pensiamo ai loghi più famosi a livello italiano o mondiale ci accorgeremo che la maggior parte di essi sono così da sempre o hanno subito pochissimi cambiamenti nel tempo. Eppure quando sono nati magari non esistevano nemmeno computer, software, app e diavolerie varie che usiamo oggi.

Seguire le ultime tendenze può andar bene per una comunicazione veloce e informale come quella dei social, ma il cuore della vostra immagine aziendale deve essere solido e saper resistere alle sfide del tempo.

Sarebbe un peccato realizzare un brand oggi per poi accorgersi tra un anno che è già superato o non ci rispecchia più.

TECNICA

Per scrivere la Divina Commedia Dante avrà sicuramente prima imparato a scrivere.

Un buon progetto grafico si basa su regole universali che un professionista deve conoscere, successivamente può permettersi anche di infrangerle, ma sapendo bene cosa sta facendo!

Seguire un tutorial o affidarsi ad un’app del cellulare va bene per divertirsi, ma un lavoro professionale è un’altra cosa, e si vede!

Griglie, margini, gerarchia degli elementi, teoria dei colori…sono tutti elementi che vanno saputi padroneggiare per ottenere il risultato che vogliamo, ricordandosi sempre che prima di tutto il progetto nasce nella testa e poi sulla carta, solo dopo si può lavorare al PC con l’aiuto di programmi e strumenti giusti.

ESTETICA

Anche l’occhio vuole la sua parte!

Purtroppo in giro si vedono spesso lavori che sono sì piacevoli da vedere, ma presentano errori anche molto gravi riguardo alcuni aspetti descritti sopra.

Si può pensare che siano errori minimi che notano solo i graphic designer, e questo può anche essere vero, ma se puntiamo a crescere come azienda e raggiungere un livello più alto, certi aspetti di immagine non dobbiamo tralasciarli, altrimenti continueremo ad essere percepiti come la piccola attività amatoriale.

Sono sicuro di averti dato qualche buono spunto per valutare la professionalità e la competenza di chi si occuperà della tua comunicazione visiva. Ricordati sempre che un buon graphic designer riesce a spiegarti sicuramente tutti questi aspetti in maniera chiara, e non si limita a dirti “è così che si fa”.

Se hai un progetto o un’idea di cui vuoi parlare contattami! Sarò felice di farti una proposta e consigliarti la miglior soluzione.

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